Autunno

La strada procede in salita.

La percorro con la macchina, dolcemente, senza fretta.

Sul sedile posteriore c’è mio figlio Andrea; lui guarda distrattamente fuori, ma non vede l’ora di giocare con la sua Nintendo.

E’ sabato.

Un sabato qualunque di una settimana d’autunno.

Oggi il tempo non è un problema. Non c’è fretta.

Ho portato con me la macchina fotografica, il panorama è fantastico.

Ogni tanto mio nonno mi portava quassù.

Lui davanti con la bicicletta, io stavo seduto dietro sul carrettino.

Mentre lui pedalava, io guardavo distrattamente la campagna e non vedevo l’ora di arrivare in cima per giocare con i fili d’erba.

Ho sistemato il cavalletto, piazzato la fotocamera e preparato l’inquadratura ma… manca ancora qualcosa di magico.

Andrea è rimasto in macchina; finalmente gioca con la sua console e, ormai, è completamente rapito dal gioco.

Basta una frazione di secondo e tutto cambia: un raggio di sole ha bucato le nuvole e accarezza la vallata.

Eccola la mia foto!

In questo momento ho capito perchè nonno Cesare saliva fin quassù…

Il sole è sparito. Ho smontato tutto e risalgo in macchina.

Andrea ha spento la Nintendo.

Ora parliamo… mi racconta della partita, ma io sto sorridendo.

Chissà se un giorno lui tornerà quassù, magari portando dietro qualcuno che distrattamente guarda la campagna mentre percorrono la salita…

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